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Category: Contributor: Francesca de Nicolò

SPECIAL TEXT SERIES:”3 X 3: New Media Fix(es) on Turbulence” Essays by Josphine Bosma, Belén Gache, and Eduardo Navas

Turbulence.org and New Media Fix (http://newmediafix.net) are pleased to announce the publication of “3 X 3: New Media Fix(es) on Turbulence,” three texts about works from the Turbulence.org archive. The texts–published in English, Italian and Spanish–were written and translated by members and affiliates of New Media Fix. They include “The Body in Turbulence” by Josephine Bosma; “Narrating with New Media: What Happened with Whatever has Happened?” by Belén Gache; and “Turbulence: Remixes + Bonus Beats” by Eduardo Navas. The translations are by Lucrezia Cippitelli, Francesca De Nicolò, Raquel Herrera, Brenda Banda Corona & Ignacio Nieto. Ludmil Trenkov designed the PDF and HTML documents.

“3 X 3: New Media Fix(es) on Turbulence” was funded by the National Endowment for the Arts.

The essays may be viewed and/or downloaded at
http://www.turbulence.org/texts/nmf/
or http://newmediafix.net/Turbulence07/

BIOGRAPHIES

JOSEPHINE BOSMA (1962) is a writer and critic. She started working in the field of new media art making radio shows, documentaries and interviews about the topic for VPRO and Patapoe radio in 1993. She has published interviews, reviews and texts about art and new media in various books and magazine, both on and offline, since 1996. Her work mostly focuses on net art, sound art and net culture. Bosma has also organized several events, like the radio section of the tactical media festival Next5Minutes 2 (1996) and 3 (1999), an evening about net art criticism (2001) and the newsletter CREAM (2001/2002). She lives and works in Amsterdam. http://houseoflaudanum.com/bosma

BELÉN GACHE has a Master’s Degree in Discourse Analysis with a thesis on the argentine writer Julio Cortázar. She has published books such as Escrituras Nómades, del libro perdido al hipertexto (Nomadic Writings, from the lost book to hipertext) (Spain, Gijón, Trea, 2006), El ser escrito: lenguajes y escrituras en la obra de Xul Solar (The Written Being: languages and writings in Xul Solar’s works) (Madrid, Museo Centro de Arte Reina Sofía, 2002), Jorge Macchi, el destino como principal sospechoso, (Jorge Macchi, Destiny as the Principal Suspect) (France, Centre Contemporain d´art, Montebeliard, 2001). As a narrator she has published the novels Lunas eléctricas para las noches sin luna (Electric Moons for Moonless Nights) (Sudamericana, 2004), Divina Anarquia (Divine Anarchy) (Sudamericana, 1999) and Luna India (Indian Moon) (Planeta, 1994). Since 1996 she develops Wordtoys , a compilation of net poems and other non-linear works. http://www.belengache.com.ar

EDUARDO NAVAS is an artist, historian and critic specializing in new media; his work and theories have been presented in various places throughout the United States, Latin America and Europe. He has been a juror for Turbulence.org in 2004 and for Rhizome.org in 2006-07, New York. Navas is founder and was contributing editor of “Net Art Review” (2003-05), is co-founder of “newmediaFIX” (2005 to present) and is co-founding member of “acute.cc”, an international group of artists and academics who organize event and publications periodically. Currently, Navas is a Ph.D. Candidate in the Department of Art and Media History, theory and Criticism at the University of California San Diego. http://www.navasse.net

REVIEW: Modificazioni tra cinema e net. Carlo Zanni, by Francesca De Nicolò

(Italian only)

The possible Ties between illness and success è il titolo del nuovo progetto di Carlo Zanni (La Spezia 1975 vive tra Milano e New York, ) presentato il 3 agosto 2006 presso lo spazio per l´arte contemporanea “La Rada” nell´ambito del 59° Locarno International Film Festival, e distribuito su Internet. Un lavoro che Zanni definisce quale un punto nodale nella sua ricerca, dove inoltre stavolta esplora anche il cinema, sua passione da anni insieme ad internet.
Così Zanni ha elaborato, sviluppando un progetto che inseguiva sotterraneamente da tempo, un toccante cortometraggio dove intende indagare sulla trasformazione data dal contatto con persone che hanno disturbi di personalità.

The Possible Ties between illness and success, è quindi anche una sorta di ennesimo e cinico videogioco. Lavoro, che già nel titolo, indica e sottolinea l’infinita variabilità del suo prodotto; sono infatti infinite le possibilità dello sviluppo di questo corto che dura circa 2 minuti.
Un lavoro nel quale Zanni analizza e mette in scena le progressive trasformazioni date dalla malattia che avanza a seguito dell’ipotetico successo del sito.
I due attori, Ignazio Oliva e Stefania Orsola Garello sono i protagonisti, che scrutati da una camera fissa, sono stesi nel loro quotidiano letto, luogo dove si realizza l’ ipotetica “decomposizione”.

Una decomposizione che diventa progressivamente visiva sul corpo del personaggio maschile che lentamente è modificato da macchie, materializzate in base ai fruitori che si connettono al sito. Una mutazione che varia a seconda della quantità di utenti e del loro luogo di appartenenza che infine “possiedono” sarcasticamente il corpo virtuale del personaggio.
I Contatti, sono rilevati da Google Analytics (un programma utilizzato nelle strategie di marketing per monitorare le modalità di interazione degli utenti con il sito); le statistiche sono mandate al server.

La tensione e l’interesse è dato anche dall’accrescersi di questa ipotetica malattia che altera il protagonista e che si modifica quotidianamente, quotidianamente rieditato.
La toccante colonna sonora è di di Gabriel Yared e le parole di John Haskell (tratte dal suo romanzo American Purgatorio)
Le molteplici versioni del corto saranno definitivamente on line da ottobre 2006.

http://www.thepossibleties.com/home.html

NOTTE APHEX A ROMA by Francesca de Nicolò

Aphex Twin (alias Richard D. James) è stato il 12 novembre a Roma, alla Fiera EUR, aspettavamo tutti la performance del genio dell’elettronica che dai primi anni novanta è stato un protagonista indiscusso. Lo spazio ben si prestava all’evento, che ha raccolto un discreto pubblico che attendeva dalle 11 e 30 l’arrivo di James. Prima del suo arrivo, alcune esibizioni, come da calendario, tra le quali, un interessante sperimentatore storico Pierre Bastien musicista e compositore, che sonda le possibilità della musica meccanica evocando Legér. Tra le sue collaborazioni più note, il sodalizio con il coreografo francese Dominique Bagouet, il polistrumentista Pascal Comelade e il batterista dei Can, Jaki Liebezeit. Bastien che ha presentato le sue macchine, protagoniste totali dell’esecuzione; macchine esecutrici di suoni che contemporaneamente riprende con attenzione minimale . Poi è stata la volta di Todd Osbourne e DJ Wilson della Reflex che hanno portato il suono della notte verso una selezione molto “ballabile”, che intendeva creare una situazione rave che scivolava in tratti commerciali. Twin infine si è presentato molto tardi rispetto a quanto avevamo previsto, inizialmente ha duettato con Wilson per poi Iniziare la sua performance, purtroppo arrivando molto tardi quando la stanchezza iniziava a farsi sentire. Va anche detto che per buona parte della sua micro performance ha campionato e mixato pezzi partendo con sonorità hip hop, funky e mandato in loup pochissimi suoi video tra i quali trionfava un gioco gotico con scheletri e carte dove era il Joker. Un Joker che in ultima fase, ultimi tre quarti d’ora, ha mixato alcuni dei suoi brani storici altamente mimetizzati e manipolati quali alcuni toni di Dunkey Rhubarb, alcune cose da Drukqs e da altri suoi vecchi lavori, ma non moltissimi e comunque in situazione sempre dj set, latpop, alquanto spostate sulla dance. Nell’ ultimo quarto d’ora Twin si è scaldato definitivamente o forse era meno annoiato (?), ed ha tirato fuori dal suo portatile suoni nei quali abbiamo ritrovato la sua grandissima classe e finalmente ci ha incollato alle transenne. Attendevamo i video del bravissimo Chris Cunningham ma sono stati passati. Infine la guest star con codino e barbone, nascosto dalle sue macchine, ha fatto il suo zaino a chiuso il suo portatile e dopo averci preso ci ha lasciati, senza segnalare la sua dipartita, lasciandoci in pasto al suo compagno, a continuare la serata con le selezioni che aveva campionato e silenziosamente si è allontanato. Ci rammarichiamo di non averlo visto in una performance più lunga. Attendiamo comunque ancora un suo concerto, ma sarà un po’ difficile entro l’anno, visto che Twin è stato già a Torino stavolta dando una performance totale e più impegnativa a dire delle cronache. Forse è stato solo un ennesimo gioco – scherzo di un artista che è noto per il suo essere contro, a tratti anche al suo pubblico, come dicono gli affezionati, alla prossima speriamo presto.

Francesca De Nicolò

REVIEW: Coniglio Viola by Francesca de Nicolò

Coniglio Viola .

I Coniglioviola sono un duo di Torino formato da Fabrizio Coniglio & Andrea Raviola che si relaziona al “new media” con un’attitudine rinascimentale, hanno iniziato a collaborare nel 2001.
Trattasi di due eclettici che si occupano di net art, video, fotografia, musica di web design e di di performance che oramai hanno esposto sia in Italia : British School at Rome, Fondazione Sandretto, PEAM Pescara, , etc, che anche a Rotterdam e Rio De Janeiro e Praga.
Tra le loro produzioni video svetta una serie dedicata alle ruggenti protagoniste degli anni ’80 che inizialmente lanciano on line. E’ infatti dalla rete che inizia la loro sperimentazione, come dichiarano nel loro manifesto, rete che rende democraticamente accessibile il loro prodotto e dalla quale assorbono una serie di stimoli fluidi.
La loro scelta estetica è “antitecnologica” seguendo loro stesse asserzioni; i Coniglio Viola infatti rivendicano un interesse verso il recupero della tradizione con un occhio al surrealismo, volendo mantenere la loro “umanità” che comunque appare trasfigurata dall’ipotesi digitale.
“Il digitale” è quindi la realizzazione oggettiva di una semplificazione che viene esaltata, poichè da luogo ad un’ ibridazione che scantona il mestiere specialistico.
Sono infatti molto legati ad esplorazioni legate al suono. Il loro esordio è con i Modho dei quali Andrea Raviola è anche il cantante, momento di sintesi , nel quale collaborano con l’etichetta Mescal. La loro ricerca surreale fa quindi parte del mondo del bianconiglio che ammettono di rievocare e far emergere situazioni oniriche ed estranianti.
Dal cappello a cilindro esce anche un voler sondare e rievocare scenari legati al glam dei i quali i due diventano anche attori e protagonisti di un nuovo dandismo contemporaneo.
I coniglio viola realizzano seguendo queste sinergie progetti net quali Yolanda meditazione dove immettono la bellissima creatura robotica di Metropolis di Lang, che in posizioni yogiche potenzia i sette chakra . I Coniglio viola realizzano anche performance ed eventi multimediali tra i quali l’ultimo a Napoli, per la XII Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo
Passion.Room. La prima VJ-installazione interattiva nella pancia di un coniglio gonfiato
Napoli – Castel Sant’Elmo – 19-28 Settembre 2005, dove richiamavano in modo audace i loro fruitori ipotetici.
Scrivono ancora nel loro manifesto consultabile on line: “Coniglioviola , con la sua ricerca, si pone come l’erede elettronico del Bianconiglio. Come il Bianconiglio fece con Alice, ConiglioViola induce lo spettatore ad attraversare lo specchio del monitor per portarlo in mondi altri, surreali e “zoognanti”, dimostrando la “realtà” degli spazi virtuali. Coniglioviola utilizza una caratteristica intrinseca del digitale, la fluidità, per coniglioviolentare i confini trai generi”.
Attualmente dopo aver realizzato un restyling su alcune loro vecchie glorie video hanno ricreato il loro sito dove siamo invitati a nuotare tra net art, video, performance, musica, pittura digitale e fotografia, vjing, tutte parti dell’eclettico pianeta viola.

Francesca De Nicolò

http://www.coniglioviola.com