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Category: Collaborator: Digicult

INCITE/ – FRAGMENTED GRAYSCALE ELECTRONICS

Incite/ (Hamburg) is an audiovisual electronic duo formed in 2002 by Kera Nagel (who also has her own solo project called Axiomatic Integration: www.a.i.radylon.com) and André Aspelmeier (who also works as GradCom: www.gradcom.org).

Mixing eye-catching experimental audiovisual art with dynamic distorted IDM grooves, the duo criss-crosses art and club worlds, creating intense experiences for ears and eyes. Fragmented electric junk, fragile bursts of static noise and extra-charged sub-bass-kicks join semi-abstract monochromatic imagery. incite/ play seriously weird glitch and quasi-danceable grooves in synced conjunction with intense grayscale visuals. incite/ ´s audiovisual creations – from abstract to semi-narrative – deal with subjects between quantum mechanics, urbanity and other aspects of everyday life . The distorted visuals are mostly unrecognizable, hiding the underlying stories ˆ an exciting expedition for the audience

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DIGICULT: FLUSSI, DIGITAL TRANSITION – 2010 EDITION E-ARTQUAKE

Teatro Carlo Gesualdo
24 – 28 Agosto 2010
Piazza Castello – Avellino

http://www.flussi.eu
http://www.facebook.com/flussi

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Per il secondo anno la terrazza del Teatro Carlo Gesualdo di Avellino, accogliera’ artisti di rilievo internazionale per l’evento più caldo dell‚estate irpina: Flussi, il festival di musica elettronica e digital art.

Uno spazio pensato per abbattere le barriere musicali e lasciare che arte scienza e cultura si mescolino nelle notti dal 24 al 28 Agosto.

Flussi e’ testimonianza di come esperienze individuali si uniscono allo scopo di proporre un’idea di musica e arte che possa restituirci nuove visioni e sonorita’. In questa edizione Flussi mettera’ a disposizione una didattica per professionisti e appassionati pronti a recepire e a infondere un sapere, una filosofia del free-software e dei nuovi media, installazioni interattive e una attenta selezione del meglio della musica elettronica contemporanea.

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Digicult NewsLetter

http://www.digicult.it/digimag

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“… La cosa più interessante a proposito della didattica strettamente integrata con la „pratica‰ del design è che la combinazione permette di rompere veramente i ruoli giocati tradizionalmente: non c‚è più una vera gerarchia ma, piuttosto, una reale piattaforma di scambio. Quando insegniamo, stiamo in realtà conducendo una ricerca in un campo del design che sta all‚interno del nostro programma personale, mentre quando esercitiamo la pratica del design stiamo in realtà dando alla ricerca la migliore applicazione possibile.

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DIGICULT_DIGIMAG 54 / MAGGIO 2010_ONLINE

http://www.digicult.it/digimag

EDITORIALE:

E’ online la nuova Issue di Maggio di DigiMag, mensile online di arte e cultura digitale del progetto Digicult.

Un altro numero, questo di Maggio, che testimonia la capacità di Digicult e del suo Network di autori (allargatosi a quasi 50 protagonisti, italiani e stranieri, tra critici, curatori, giornalisti e teorici) di rimanere fedele alla contemporaneità dell’arte, del design e della tecnologia che caratterizza in modo complesso la società che ci circonda, nel rapporto costante e sempre più interconnesso tra creatività, criticità, innovazione e nuove forme di economia.

Ciò che colpisce anche me, dopo oltre cinque anni di attività su Digicult, è non solo la capacità del progetto e della rivista di reinventarsi numero dopo numero, ma soprattutto la convergenza spontanea degli argomenti trattati che sembra seguire un tracciato comune in maniera rizomatica e casuale, ma che forse è il caso di iniziare a definire per quello che è: non più una risultante spontanea di interessi condivisi, quanto piuttosto il frutto di una convergenza di argomenti, interessi, analisi e critica che coinvolge persone differenti in tutto il mondo, provenienti da background diversi e con vari e molteplici interessi artistici e professionali.Uno specchio quindi, di una nuova società in evoluzione.

Si tratta chiaramente di individuare un meta-discorso che sovrasti i singoli capitoli del magazine, in altri termini di immergersi nella lettura completa della rivista per individuare quei sottili legami e quelle linee di confine che accomunano alcuni articoli in maniera evidente.

Se quindi il numero di Maggio è sovrastato dalla figura di Lev Manovich e dalla bella intervista fatta da Giulia Simi in occasione della presentazione Italiana del suo nuovo libro “Software Culture”, non possiamo esimerci dal notare una convergenza di argomenti da un lato con l’intervista di Serena Cangiano ad Aaron Koblin e alle tematiche di ricerca sul codice open source utile per i processi di Data Visualization, dall’altro con l’intervista di Bertram Niessen a Massimo Menichelli e al suo progetto OpenP2PDesign che disegna invece uno scenario completo ed esaustivo dei software e delle piattaforme online che sottendono nuove forme di social networks, legati maggiormente allo sviluppo di possibili forme di creatività ed economia condivisa in Rete.

Rete che si presenta come elemento costante di ricerca e condivisione di idee, progetti e contenuti, come testimoniano le belle interviste di Claudio Musso a Evan Roth e al suo progetto Graffiti Taxonomy, così come il report della personale Londinese di Annie Abrahams e come ancora la lunga chiacchierata di Loretta Borrelli con i protagonisti del progetto Squatting Supermarket. Fino ad arrivare all’incredibile progetto di architettura condivisa di Usman Haque, un softspace partecipato di cui ci parlano Barbara Sansone e Jordi Salvadò da Barcellona.

E ancora, i più attenti di voi avranno notato, da tempo ormai, la crescente dicotomia tra un utilizzo quasi elitario delle nuove tecnologie software e hardware e il ri-uso altrettanto mistico delle vecchie tecnologie analogiche: come non rimanere affascinati quindi dal contrasto (nonchè dai tratti comuni) che si evidenzia tra il lavoro con tecnologia Gigapan di James Johnson-Perkins, intervistato da Silvia Casini, il documentario “Il Volo” di Wim Wenders sviluppato in steroscopia dall’italianissima Liliwood, come suggerisce Marco Riciputi, i lavori esposti nella grande mostra Digital Life di Roma seguita per noi da Lucrezia Cippitelli, e la bellissima personale sul gruppoKORF e Manuel Bozzo presentata da Annamaria Monteverdi nonchè il lavoro dell’artista cinese Jaocong Jan intervistato da Mattia Casalegno?

Certo, siccome soffro di onestà intellettuale, non riesco in questo mio editoriale a fingere di trovare un possibile punto di contatto con gli ultimi due articoli presenti in questo numero: l’intervista di Simone Broglia a Silvia Bencivelli sul rapporto tra suono e neuroscience, nonchè l’approfondimento storico/critico sulla scultura sonora di Pasquale Napolitano.

Però, anche questo è il compito di una rivista come Digimag; suggerire cioè una chiave di lettura ma lasciare al contempo quanti più margini di interpretazione possibili. E di rimanere sempre in ascolto di eventuali suggerimenti da parte vostra. Buona lettura…

Marco Mancuso

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“…L‚arte ha perso già dagli anni Ottanta i suoi tratti distintivi rispetto ai media commerciali, i quali hanno adottato l‚animazione astratta, l‚installazione e altre tecniche e strategie prendendole proprio dall‚arte moderna e contemporanea. In ogni caso, il nuovo processo è cominciato negli anni Novanta, quando gli artisti dei paesi globalizzati emergenti hanno compiuto velocemente il passaggio da forme d’arte tradizionali a un linguaggio iper-contemporaneo. Questa espansione dell‚universo artistico non ha però portato risultati di crescita in termini di qualità. Oggi vediamo molte opere d‚arte sicuramente interessanti e divertenti, ma niente è innovativo allo stesso modo in cui lo sono per esempio i laboratori di Google. Non è difficile capire perché. L‚arte utilizza infatti le stesse strategie e gli stessi assunti di trent‚anni fa. Installazioni site specific, video, strategie concettuali, ironia, critica sociale e certamente della buona pittura e della buona fotografia. Ma questo esiste già da un bel po‚. Ovvio che l‚arte contemporanea andrà avanti, aumenteranno le Biennali e verranno aperti altri musei. Ed è proprio grazie a questa grande quantità di produzione che qualche volta troviamo anche ottimi lavori, lavori che riescono ad emozionarci e a conquistarci. Qualche volta… ?”

Lev Manovich, da “Lev Manovich: Software Culture. La grammatica comune dei media” – di Giulia Simi

ARTICOLI:

- LEV MANOVICH: SOFTWARE CULTURE – leggi l’articolo – di Giulia Simi

– EVAN ROTH: GRAFFITI TAXONOMY – leggi l’articolo – di Claudio Musso

- USMAN HAQUE: SOFTSPACE- leggi l’articolo – di B.Sansone J.Salvadò

- AARON KOBLIN: DATA VISUALIZATION – leggi l’articolo – di Serena Cangiano

- JAMES JOHNSON-PERKINS: GIGAPAN – leggi l’articolo – di Silvia Casini

- MASSIMO MENICHELLI: OPENP2PDESIGN – leggi l’articolo – di Bertram Niessen

- JAOCONG YAN: L’ARTE DI RUBARE L’ARTE – leggi l’articolo – di Mattia Casalegno

- SILVIA BENCIVELLI: SUONO E NEUROSCIENZE – leggi l’articolo – di S. Broglia

- LA SCULTURA SONORA: UN COMPENDIO – leggi l’articolo – di P. Napolitano

- SQUATTING SUPERMARKET: SHOPTIVISM – leggi l’articolo – di Loretta Borrelli

- DIGITAL LIFE: LA MOSTRA – leggi l’articolo – di Lucrezia Cippitelli

- ANNIE ABRAHAMS: LA PERSONALE – leggi l’articolo – di Maria Chatzichristodoulou

- ARTE AVANZATA: MANUEL BOZZO – leggi l’articolo – di Annamaria Monteverdi

- LILIWOOD: LE TELECAMERE 3D – leggi l’articolo – di Marco Riciputi

COVER:

- SOFTWARE STUDIES INITIATIVE – Frames taken every 6 seconds from the sequence of gameplay sessions. This image rapresent 62.5 hours of gameplay

ALLEGATO/APPROFONDIMENTO:

- LUCREZIA CIPPITELLI – Il caso Dominguez e la libertà dell’arte http://www.digicult.it/digimag/allegato.asp

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DIGICULT è una piattaforma culturale Italiana online e offline, che si occupa dell’impatto delle nuove tecnologie e delle scienze moderne sull’arte, il design, la cultura e la società contemporanea. DIGICULT si basa sulla partecipazione di oltre 40 professionisti che rappresentano il primo ampio Network Italiano di critici, giornalisti, curatori e artisti nel settore. DIGICULT pubblica la rivista d’arte mensile DIGIMAG, che si occupa di alcune tematiche come: internet art, hacktivism, video arte, musica elettronica, audiovideo, design, arte e scienza, new media, software art e arti performative

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DIREZIONE E COMITATO DIRETTIVO:

Marco Mancuso (Direttore progetto Digicult e docente Nuova Accademia Belle Arti / Naba di Milano) ; Claudia D’Alonzo (Dottorato Internazionale di Studi Audiovisivi, Università di Udine) ; Bertram Niessen (Assegnista presso la Facoltà di Sociologia dell’Università Statale Milano – Bicocca); Lucrezia Cippitelli (Phd presso la Facoltà Sapienza di Roma e docente Accademia Belle Arti dell’Aquila)

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REDAZIONE E TRADUZIONI:

Luca Restifo (Consulenza Tecnica) ; Claudia D’Alonzo (Ufficio Stampa) ; Martina Bartalini (Web Editing) ; Giulia Baldi (Twitter Facebook Editing) ; Giuseppe Cordaro ( Podcast Editing) ; Riccardo Vescovo (Graphic Design) ; Luigi Ghezzi (Web 2.0 Marketing) ; Laurea Magistrale in Traduzione Specialistica, Università IULM di Milano (Traduzione portale) ; Francesca Lattanzi – Emanuela Cassol – Sara Cavagna – Henriette Vittadini (Traduzione Magazine)
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COMITATO CONSULTIVO:

A presto verrà ufficializzato l’advisory board internazionale di Digimag…

DIGICULT_THE MEDIAGATE EXHIBITION:

Exhibition Curated by:
Marco Mancuso and Claudia D’Alonzo for Digicult Michal Brzezinski

http://www.digicult.it/en/2010/TheMediagate.asp
http://www.digicult.it/2010/TheMediagate.asp

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GALERIA NT / Imaginarium
ul. R. Traugutta 18
?ód?, Poland, 90-113

http://galeria-nt.pl/

Exhibition period: 16/04/2010 ˆ 16/05/2010
Opening: Friday 16/04/2010 h. 19.00

Gallery open: Tuesday to Saturday from 12.00 to 18.00

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Artists Invited:
Milycon / En (Put down the gun), Dorota Walentynowicz (Plato Machine I), Sa?o Sedla?ek (Infocalypse Now!), Jan Van Neuenen (Video Retrospective), Les Liens Invisibles (Subvertr), Marc Lee (Oamos), Yorit Kluitman (You-Tube!), Vit Klusak a Filip Remunda (Czech Dream)

Texts in Catalogue:
Michal Brzezinski, Agnieszka Kulazi?ska , Krzysztof Siatka, Krzysztof Siatka and from Digicult Network: Lucrezia Cipptelli, Claudia D’Alonzo, Marco Mancuso Valentina Tanni

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The next Friday, April 16th 2010, the exhibition Globalne Ocieplenie / The MediaGate curated by Marco Mancuso and Claudia D’Alonzo for DIGICULT and Michal Brzezinski, will open at Galerie NT / Imaginarium in Lodz. In the Polish city that gave birth to the director Zbigniew Rybczynski, home to one of the most prestigious film schools in Europe (Pa?stwowa Wy?sza Szko?a Filmowe, Telewizyjna the Teatralna PWSFTviT), beloved by David Lynch that here directed much of his masterpiece Inland Empire, DIGICULT and GALERIA NT / Imaginarium organize an exhibition focusing on a series of works, installations, videos, net art and software art projects, performances that reflect on the re-actualization of the relationship between digital and analog media, about the possible control they exercise on the fragile social contemporary mechanism, as well as the possibilities offered by art to detect the keys to understanding of an increasingly technologically “mediated” reality.

On November 20, 2009, just few days before the COP 15 in Copenhagen, the credibility of the United Nations Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) – the government body that monitors the UN climate change studies, suffered a severe blow. A group of Russian hackers had published a series of documents, e-mails and confidential data from Hadley Center, Research Center of East Anglia University, one of the major international institutions of climate studies, strongly affiliated with the IPCC itself. The action seems to expose efforts of scholars and researchers to falsify data on one of the hottest media topics of the millennium: anthropic global warming, the so-called AGW. The “Climategate” has shaken the conscience of many: if international government bodies, research centers, environmental organizations and even ecologist organizations like Greenpeace and even eco-activists groups have been warning us for years that independent fundamental problems like global warming, the greenhouse effect, emission harmful gases, are based on solid scientific foundations, what should we think about the leak? That global warming is all a big media game, serving superior economic and political interests? It’s a doubt that many are beginning to have.

In early days of January 2010, many international media revealed a striking news: the A(H1N1) flu seems to be a hoax orchestrated by the World Health Organization and the pharmaceutical companies. It was claimed not by some no-global critics, but the chairman of the Health Council of Europe, Wolfgang Wodarg, who forced the Council to approve a tough resolution demanding an international inquiry into the matter. After months of warnings and measures against the risk of infection involving the media and institutions around the world, one wonders when we can speak of trusted sources on a subject as important as health.

“Frankly, I believed beyond any doubt that Saddam Hussein had weapons of mass destruction” – said the former British Prime Minister Tony Blair, on 29th of January 2010, in front of the Commission of Inquiry on Iraq at the Queen Elizabeth Center in London. Blair denied that the government had put the idea, in the intelligence dossier, that Baghdad could use weapons of mass destruction in 45 minutes, admitting, however, to have said so in his speech to the Commons in September 2002, although “without too much emphasis”. The emphasis was placed by the press, raising the issue that Blair now denies. So, how many and what threats are real? How and why is ‘global fear’ started?

These ‘cases’ exposed the incredibility of news that for months, if not years, have filled the media all over the Western world. We talk about cases and not news, because in them is put into question the very meaning of news, of factual information.

The world that we live in, with its division into mediasphere and biosphere, have been defined in many ways, among which two ideas are best known and best describe the relation between man and medium. Coined over 50 years ago by Marshall McLuhan, these ideas seem not too precise, however prophetic. One of them is the “global village” theory (as a result of media becoming the extension of our nerve system), the other is the division of media into “?hot” (the ones that send a lot of impulses to stimulate senses) and “cold” (the ones that require imagination in creating the transfer). Paradoxically, it is frequent that the “cold” media generate bigger emotions as they involve imagination and feelings attached to it. Hot media, on the other hand, often cause greater distance towards the experiences. All visual media are hot as the visual communication absorbs around 80 per cent of attention. However, when interactivity is involved, visual media become cold, as they require complacement from the recipient. Contemporary visual art, that use abstraction or the beauty of artistic matter, are losing the figurative forms. They are the means of “cooling” the visual art and involving the imagination or knowledge in it. Viewer’s distance towards the classic forms of art, which created a certain beauty canon, started evolving in the beginning of the 19th century. Visual art tend to approach literature, so much as through developing the conceptual layer of the work. The apogee of the process is achieved in the art of new technologies. With this exhibition, we try to present different attitudes of artists towards global warming of the media in our global village.

In recent years, we are witnessing the disintegration of the belief that the Internet was, for its unique nature, a free, participatory medium, in contrast to the medium of television. Positivity of the early years of the Internet is giving way to a situation in which one cannot help but admit that the Interet, even with large areas of autonomy, is subject to the same dangerous political and economic dynamics of traditional media. It becomes crucial not just to understand what is the most democratic medium of the third millennium, but rather open our eyes to the dual nature of all media, to identify ways in which we learn to move strategically between truth and deception.

These methodologies are the focus of many works of new media art: art is in fact the territory within which lays the duality of the media, playing creatively between liabilities and autonomy of the viewer’s interpretation of misconceptions and information. The art is able to expose the media automation because it puts the audience, and our role as spectators, in the center of the discourse on media.

Globalne Ocieplenie / The Mediagate exhibition aims at reflecting, through the new media artworks by international artists, our constant battle between questioning and faith towards the media, without suggesting solutions, but triggering questions and doubts about our role as users. Globalne Ocieplenie / The Mediagate wants to become explicit homage to the word Watergate, that has entered common parlance to describe an embarrassing and outrageous discovery, often used as a measure to test the seriousness of a sudden truth, considered to be big enough to be able to undermine any system.

Links to Critical Texts:

Michal Brzezinski: http://www.digicult.it/public/MEDIAGATE_Brzezinski_eng

Agnieszka Kulazi?ska: http://www.digicult.it/public/MEDIAGATE_Kulazinska_en

Krzysztof Siatka: http://www.digicult.it/public/MEDIAGATE_Siatka_eng.doc

Lucrezia Cipptelli: http://www.digicult.it/public/MEDIAGATE_Cippitelli_eng.doc

Claudia D’Alonzo: http://www.digicult.it/public/MEDIAGATE_D’Alonzo_eng.doc

Marco Mancuso: http://www.digicult.it/public/MEDIAGATE_Mancuso_eng.doc

Valentina Tanni: http://www.digicult.it/public/MEDIAGATE_Tanni_eng.doc

Links to Artist’s Projects:

Milycon / En: Put down the gun ( http://www.myliconen.it/)

Dorota Walentynowicz: Plato Machine I ( http://www.dobrze.nl/)

Sa?o Sedla?ek: Infocalypse Now! (http://www.sasosedlacek.com/)

Jan Van Neuenen: Video Retrospective (http://www.janvannuenen.com/)

Les Liens Invisibles: Subvertr (http://www.lesliensinvisibles.org/)

Marc Lee: Oamos (http://www.oamos.com/)

Yorit Kluitman: You-Tube! (http://www.yorit.info/)

Vít Klusák Filip Remunda: Czech Dream (http://www.ceskatelevize.cz/specialy/ceskysen/en/)

DIGINEWS N_101
09.04.2010_04.00PM

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DIGICULT_DIGIMAG 49 / NOVEMBRE 09_ONLINE

http://www.digicult.it/digimag

E’ online la nuova Issue di Novembre di DigiMag, mensile online di arte e cultura digitale del progetto Digicult. Un altro numero unico, ricchissimo di contenuti, che continua a sorprendere i suoi stessi creatori per partecipazione e competenza da parte di autori vecchi e nuovi, nonchè per disponibilità e volontà di partecipazione da parte degli artisti e delle realtà culturali incontrate.

E ancora, non potevano mancare i report di alcuni festival, eventi e mostre che i membri del Network di Digicult hanno seguito in tutto il mondo. Il festival di cinema sperimentazione e live media di Gent, Almost Cinema, la ventesima edizione di Art Futura a Barcellona, la seconda edizione del Future Places di Porto, il resoconto del progetto RomaEuropaWebFactory, un report dall’interno dell’Istituto CCID di Copenhagen e infine il report di un critico d’arte in giro per mostra nell’ottobre Londinese, tra Frieze ed Ed Rusha.

I consueti approfondimenti critici, nobilitano anche questo numero della rivista. La descrizione del nuovo progetto Woyzeck di William Kentridge apre le porte ad un analisi del lavoro cinematografico di Kenneth Anger così come della monografia in video dell’artista e inventore Trimpin. Senza dimenticare l’analisi dell’incontro svoltosi a Londra con Joy Ito sul futuro della musica in Rete, del progetto attivista Emergencia in Messico, del fenomeno delle cam girls e del sesso a pagamento su Second Life, nonchè infine delle origini della cibernetica e del rapporto tra arte e scienza.

Marco Mancuso

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Stelarc, da “L’estracorpo di Stelarc: la chimera tecnologica” di Serena Cangiano

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INTERVIEWS:

- STELARC – leggi l’articolo – di Serena Cangiano
– SCOTT ARFORD – leggi l’articolo – di Claudia D’Alonzo e Marco Mancuso
- SOSOLIMITED – leggi l’articolo – di Marco Mancuso
- BOONE OAKLEY – leggi l’articolo – di Giulia Simi
- TEATRINO ELETTRICO PIGRECO – leggi l’articolo – di Marco Mancuso

REPORTS:

- FUTURE PLACES: – di Lucrezia Cippitelli
- ALMOST CINEMA 09 – di Lucrezia Cippitelli
- ART FUTURA 2009 – di Barbara Sansone
- DA FRIEZE AD ED RUSHA – di Stefano Raimondi
- REFF/REWF – leggi l’articolo – di Penelope.di.Pixel
- ISTITUTO CIID COPENHAGEN – leggi l’articolo – di Elena Granulla

FEATURING:

- WILLIAM KENTRIDGE – leggi l’articolo – di Annamaria Monteverdi
- KENNETH ANGER – leggi l’articolo – di Francesco Bertocco
- JOY ITO – leggi l’articolo – di Giulia Baldi
- TRIMPIN: THE SOUND OF INNOVATION – leggi l’articolo – di Alessandra Migani
- EMERGENCIA / AGENZIA EMERGENTE – leggi l’articolo – di Micha Cardenas

THEMES:

- CLIMATTIVISTA!- leggi l’articolo – di Alex Foti
- IN PRINCIPIO FU LA CIBERNETICA – leggi l’articolo – di Teresa De Feo
- CAM GIRLS E SESSO SU SECOND LIFE – leggi l’articolo – di Marco Riciputi

COVER:

Ryoichi Kurokawa

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DIGIMAG e’ un magazine elettronico con pubblicazione mensile sui temi della cultura elettronica e delle arti digitali, distribuito mediante protocollo Http 4.01. DIGIMAG e’ un e-mag con lo scopo preciso di informare e approfondire tutte le tematiche relative al mondo della cultura, delle arti e delle tecnologie elettroniche, mettendo in evidenza le differenti realta’ esistenti e le sinergie che tra esse si creano.

Argomenti di approfondimento del magazine sono: Net Art, Hack Art, Software Art, Video Art, Electronica, Audio Video, Performing Art, Arte e Scienza, Design, New Media

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//REDAZIONE:

- Marco Mancuso – direttore

- Luca Restifo – consulenza tecnica

- Riccardo Vescovo – graphic design

- Laurea Magistrale in Traduzione Specialistica, Università IULM – editing

- Claudia D’Alonzo – ufficio stampa

- Giuseppe Cordaro – podcast

- Mauro Minnone e Luigi Ghezzi – strategie web 2.0

//AUTORI:

Tatiana Bazzichelli, Bertram Niessen, Teresa De Feo, Luigi Ghezzi, Giulia Baldi, Domenico Quaranta, Massimo Schiavoni, Monica Ponzini, Valentina Tanni, Annamaria Monteverdi, Tiziana Gemin, Lucrezia Cippitelli, Silvia Bianchi, Francesca Valsecchi, Claudia D’Alonzo, Barbara Sansone, Giulia Simi, Silvia Scaravaggi, Maresa Lippolis, Alessandra Migani, Alessio Galbiati, Giuseppe Cordaro, Antonio Caronia, Clemente Pestelli, Davide Anni,Donata Marletta, Valeria Merlini, Loretta Borrelli, Stefano Raimondi, Otherehto, Carla Langella, Stefano Bertocco, Elena Granulla, Matteo Milani, Marco Riciputi, Jeremy Levine, Mark Hancock, Marvin Milanese, Penelope.di.pixel, Alex Foti, Serena Cangiano

//TRADUZIONI:

Emanuela Cassol, Chiara Resmini, Luisa Bertolatti, Monica Fontana, Philippa Barr, Giulia Tiddens, Sara Cavagna, Valeria Grillo
DIGINEWS N_95
04.11.09_01.00PM

DIGICULT_SIMPOSIO_DIRECT_DIGITAL

http://www.digicult.it/2009/DirectDigitalSimposio.asp

From Art to Design and back | Simposio Direct Digital
Giovedì 28 maggio 2009
ore 14.00 – 18.00
Location: Sala Antonio Delfini – Galleria Civica – Modena

testo critico catalogo Direct Digital:
http://www.digicult.it/public/mancuso_testo_ita.doc

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Con la partecipazione di:

Golan Levin (designer teorico)
| Interaction design e interfacce uomo-macchina

Boris Debackere (artista V2_Institute for Unstable Media lab manager)
| L’audiovisivo, tra arte, performance e design

Paolo Rigamonti / Limiteazero (designer architetto)
| Architetture liquide e urbanismo ipermediale

Lucrezia Cippitelli (critico d’arte curatrice)
| Nuovi paesaggi multimediali immersivi

Curato e Moderato da: Marco Mancuso (critico, curatore e direttore di Digicult)

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Il simposio pone l’attenzione sulla crescente compenetrazione tra l’universo produttivo, i linguaggi e le estetiche dell’arte digitale e del design, inteso come metodo di progettazione creativa a cavallo tra interattività, spazio e produzione ambientale audiovisiva. Attraverso gli ospiti nazionali e internazionali invitati, il simposio cercherà di focalizzare l’attenzione sui punti di contatto che arte e design hanno non solo con la sfera creativa dell’uomo contemporaneo, ma anche e soprattutto con quella percettiva, sociale, urbana e ambientale.

I confini tra arte, design e hacking tecnologico, intesa come disciplina caratterizzata da un uso e abuso delle moderne tecnologie per la produzione di ambienti sensibili, sono sempre più flebili e sottili. Alimentato da una generale propensione da parte di artisti e designer a confrontarsi, tramite metodologie hardware e software differenti, con territori e pratiche diverse che spaziano dalle installazioni ambientali immersive, alle interfacce interattive, dalle live performances e ai classici prodotti audiovisivi, il confronto tra discipline creative con storie e background differenti, ma che nei secoli scorsi avevano più volte trovato geniali punti di congiunzione, non è mai stato così ricco e fertile.

Confini e linguaggi in costante rimodellazione, estetiche ed esperienze in continua ridefinizione, strumenti e interfacce in graduale sviluppo, influenze ed esperienze in generale condivisione: il digitale, e in generale i media tecnologici, hanno portato, nel corso degli ultimi 20 anni, alla produzione di artefatti che decostruiscono le regole cartesiane del rapporto suono-immagini-spazio e che spingono verso creazione di ambienti multimediali in cui la tecnologia non è più fine a se stessa, mero esercizio di stile e tecnica, ma è finalmente al servizio di un nuovo linguaggio, di un’estetica, di un’esperienza, di un’emozione, di un messaggio. In un momento storico di forte crisi dei valori e delle economie del nostro mondo occidentale, a cospetto di una generale fascinazione tecnologica, all’interno di un mondo sempre più innervato di tecnologie interattive, locative e di Rete, l’interpretazione creativa del presente da parte di artisti e designer digitali non sembra però riuscire ancora a prescindere dai rapporti fra dominio dei contenuti, estetiche diffuse, simulazione d’ambiente e interfacce spettacolari, che inevitabilmente influenzano la nostra evoluzione mentale e percettiva, molti aspetti della società nella quale viviamo, nonché la nostra stessa interpretazione della realtà che ci circonda.

Saranno l’arte e il design contemporanei in grado di fornire strumenti di analisi e interpretazione del reale quotidiano, o si spingeranno ulteriormente verso la creazione di ambienti immersivi nei quali rifugiarsi in attesa di un nuovo avvento?

di Marco Mancuso

Golan Levin (Usa)

Golan Levin crea artefatti ed eventi che esplorano nuovi modalità flessibili di espressione reattiva. Il suo lavoro di concentra sulla progettazione di sistemi per la creazione, la manipolazione e la rappresentazione di immagini e suoni simultanei. E’ conosciuto per l’ideazione e la creazione del lavoro Dialtones: A Telesymphony [2001] e per alcune visualizzazioni di informazioni interattive come The Secret Lives of Numbers [2002] e The Dumpster [2006]. Precedentemente Levin era stato insignito di un Award of Distinction al Prix Ars Electronica per il suo software interattivo Audiovisual Environment Suite [2000] e per la performance audiovisiva in accompagnamento, Scribble [2000]. Altri progetti più recenti includono Re:MARK [2002], Messa di Voce [2003] e The Manual Input Sessions [2004], sviluppato in collaborazione con Zachary Lieberman, Scrapple [2005] e Ursonography [2005]. I progetti attuali di Levin, Opto-Isolator [2007] e Double-Taker (Snout) [2008], operano con robot interattivi e visioni meccanicistiche per esplorare nuove modalità di comunicazione uomo-macchina. Attualmente Levin è professore associato di electronic time-based art alla Carnegie Mellon University. Il suo lavoro è rappresentato dalla galleria Bitform di New York.

Boris Debackere (Belgio)

Boris Debackere è artista e lab manager presso il V2_institute for the unstable media di Rotterdam, nonché parte dello staff del dipartimento Transmedia della Hogeschool Sint-Lukas. Come artista, I suoi interessi primari sono la possibile integrazione di differenti forme espressive, con enfasi particolare sul suono elettronico e l’immagine. Il suo lavoro e la sua ricerca più recente, si concentrano sulla traduzione e trasformazione del concetto del cinema in altre forme espressive come il live cinema e le installazioni audiovisive. I suoi lavori includono Vortices, un’installazione video interattiva, la mostra Gorge(l) presso il KMSKA, Probe, un’installazione interattiva basata sulla relazione tra lo spettatore e lo schermo, il progetto di ricerca The Cinematic Experience (incontro e pubblicazione per il Sonic Acts XII di Amsterdam). Ha collaborato con Brecht Debackere alla performance di Live Cinema Rotor, portata all’interno di molti festival internazionali di nuovi media. Ha lavorato alla programmazione e al sound design delle installazioni Run Motherfucker Run (2004) e Beijing Accelerator (2006) di Marnix de Nijs, nonché alla composizione e al sound design dei film a.m./p.m. (2004), Proof of life (2005), Capsular (2006), Futur Antérieur (2007) e Alltogether (2008) di Herman Asselberghs.

Paolo Rigamonti (Italia)

Architetto, nasce a Milano nel 1963, città dove vive e lavora. Ha lavorato per diversi anni nel campo della progettazione di edifici residenziali e per il terziario, locali pubblici, interni, graphic e industrial design. Dal 1998 si dedica completamente a progetti di design legati alle nuove tecnologie, in questo periodo è consulente di alcune fra le principali aziende del settore. Nel 2000 è fondatore, con Silvio Mondino, di Limiteazero, gruppo di ricerca sperimentale sulle potenzialità dei nuovi media, dapprima interno alla agenzia di comunicazione BGS D’Arcy (oggi Leo Burnett) e dal 2002 studio indipendente, con un percorso che si sviluppa parallelamente sulla produzione di progetti sperimentali e sulla elaborazione di progetti su commissione. Il lavoro di Limiteazero è stato più volte recensito ed esposto in diverse occasioni sia Italia che all’estero. Dal 2005 è ideatore e direttore artistico di MixedMedia, evento di cultura elettronica svoltosi presso l’Hangar Bicocca a Milano. E’ docente di “Mediascape design” all’interno del Master in Digital Environmental Design presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.

Lucrezia Cippitelli (Italia)

Ricercatrice e insegnante di Storia ed Estetica dell’Arte Contemporanea, Lucrezia Cippitelli ha un Phd in Storia dell’Arte ed è inoltre scrittrice e curatrice, con un curriculum internazionale di ricerche, mostre, insegnamento e progetti culturali di cooperazione, sviluppati all’interno di diverse Biennali, mostre, accademie, università e centri culturali internazionali (Biennale di l’Avana, Dak’Art, Biennale di Santiago, accademie d’arte in Inghilterra, Stati Uniti, Germania, Belgio, Olanda). L’attenzione verso i media, la tecnologia e la loro interazione con la produzione dell’arte contemporanea si accompagna a un curriculum di Storia ed Estetica delle Avanguardie del XX Secolo e dei movimenti Avanguardisti del Secondo Dopoguerra; Estetica dei media e delle tecnologie: l’arte nell’era della sintesi digitale; Pratiche artistiche orientate al processo nei network e negli spazi pubblici; Estetiche delle pratiche artistiche non occidentali; Critica Post-coloniale e Post-moderna e studi modernisti comparativi. E’ membro del network di Digicult.

Marco Mancuso (Italia)

Marco Mancuso è critico, curatore e giornalista di arte e cultura digitale. Fondatore e direttore di Digicult (e della rivista Digimag), progetto sulle tecnologie digitali a cavallo tra arte, design, scienza, cultura e società, Marco Mancuso lavora nello specifico sull’arte e il design audiovisivo contemporaneo, focalizzandosi su progetti di live cinema live media, su tecnologie generative open source, su installazioni interattive e immersive, su pratiche di arte scienza. Ha lavorato come curatore per alcuni festival in Italia (Piemonte Share, Dissonanze, MixedMedia, Screen Music, Sincronie) e come curatore ospite per eventi internazionali (Cimatics, Strp, Sonic Acts, Nemo, Strp, Transcultures Audiovisuelles, Elektra) presentando artisti e designer audiovisivi Italiani tramite il progetto +39:Call for Italy. Ha curato inoltre la prima performance urbana italiana Laser Tag del gruppo G.R.L, alcune personali (op7_Otolab, Thorsten Fleisch, The Arts Catalyst) ed eventi cross media. Le sue interviste possono essere lette sull’archivio di Digicult, i suoi scritti sono stati pubblicati sui cataloghi di festival e mostre (Piemonte Share, MixedMedia, 0006_Limiteazero, op7_Otolab, Direct Digital , Struttura) e sono stati preparati per lectures e presentazioni (Bruce Sterling’s workshop, Art conference, The Open Source meeting, Pixxelpoint). Insegna alla Naba e allo Ied di Milano. DIGINEWS N_86
21.05.09_17.00

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EXHIBITION:
DIRECT DIGITAL

Modena e Carpi
30 Maggio-28 Giugno 2009

Direct Digital è un evento di new media art presentatodall’Associazione culturale Artegenti, in programma dal 30 maggio al 28 giugno 2009 a Modena e Carpi , nelle prestigiose sedi di Palazzo Sant’Agostino e Palazzo dei Pio, per l’ideazione e la direzione artistica di Gilberto Caleffi. Direct Digital propone un fitto calendario di eventi suddivisi in cinque sezioni, Exhibition, Live Media, Workshop, Cinema, Contest per presentare una prospettiva dettagliata degli sviluppi più recenti dell’arte e della creatività legate all’uso di tecnologie digitali. L’evento, alla sua prima edizione, mira a diventare un punto di riferimento per quanti sono interessati a conoscere, proporre e creare momenti di incontro tra arte contemporanea e innovazione digitale. Exhibition è la sezione dell’evento dedicata alla mostra d’arte contemporanea e digitale dal titolo “Il canto del corpo elettrico”, a cura di Gilberto Caleffi, ospitata dal 30 maggio al 28 giugno, negli spazi espositivi del seicentesco Palazzo Sant’Agostino a Modena e dello stupendo Palazzo del Pio a Carpi (MO), e presentata alla stampa il giorno 29 maggio. Il catalogo della mostra, a cura di Marco Mancuso(direttore di Digicult) e Claudia D’Alonzo, e realizzato grazie al sostegno di Nuova Grafica, costituisce un ulteriore strumento di questa analisi, attraverso testi critici ed interviste inedite agli artisti in mostra. La mostra prende il titolo da un verso di Walt Whitman sul rapporto tra arte e nuove tecnologie applicate al campo dell’animazione, del video, della musica e del design. Una commistione di linguaggi premessa e stimolata dal digitale che “Il canto del corpo elettrico” vuole fotografare attraverso una selezione di opere suddivise in due aree tematiche, video art e interactive art , ospitando alcuni dei nomi più rilevanti della sperimentazione artistica contemporanea: Nam June Paik, Bill Viola, Andy Warhol, Douglas Gordon, Philippe Parreno, Sam Taylor-Wood, Tony Oursler, Chris Levine, Julian Opie, Gina Czarnecki, Heinrich Gresbeck, Golan Levin, Rafael Lozano-Hemmer, Takahiro Matsuo, Jin-Yo Mok, Kenichi Okada, Agostino Di Scipio, Mimmo Rotella.

http://www.firenzemuv.com/2009/workshop1.html
OTOLAB WORKSHOP

Firenze – 9-14 Giugno 09
Muv Festival 2009

Workshop di audiovisual design e live media, a cura del collettivo di sperimentazione audiovisiva Otolab, con introduzione teorica di Marco Mancuso
Dal 10 al 13 giugno, Muv festival propone alla Casa della Creatività di Firenze il workshop di audivisual design e live media curato dal collettivo milanese Otolab e da Marco Mancuso critico, curatore e direttore di Digicult. Affiancati da tre docenti di Otolab, gli studenti apprenderanno le basi dell’utilizzo di Isadora (software modulare per la gestione in tempo reali di materiale multimediale) e le applicheranno per la creazione di progetti di gruppo basati sul live video input. La parte audio consisterà in un primo approccio ad Ableton Live (software di produzione ed editing musicale), con il quale i gruppi potranno intervenire sui semilavorati forniti dai docenti al fine di costruire l’interazione audiovisiva.

DIGIMAG 40-DICEMBRE 08/GENNAIO 09_ONLINE

http://www.digicult.it/digimag

E’ online la nuova Issue di fine anno di DigiMag, numero doppio di Dicembre-Gennaio, mensile online di cultura elettronica e arti digitali del progetto Digicult. Come sempre ricco di interviste e approfondimenti dal mondo dell’arte e della cultura digitale nazionale e internazionale, in questo numero Digimag presenta interviste ad artisti e teorici comeHonor Harger, Andy Miah, Jeff Juris, Rinus Van Alebeek, Chiara Passa, Sandra Lischi e Robert Thomas. Un numero questo ricchissimo di approfondimenti teorici in vari campi disciplinari: si parla di Hybrid Design e Biomimetica, ma anche di Etnografia Virtuale, di Open Source Metaverso, di Postfordismo tecnologico, di Pure Data e infine dello stato di salute dei Virtual Worlds. Infine, come ogni numero, alcuni report e presentazioni di alcuni festival e mostre a livello nazionale e internazionale, come Art Tech Media di Cordoba, Cory Arcangel:adult contemporay e Cimatics 2008 da Bruxxels nonchè approfondimenti teorici su alcuni artisti seminali come Zbigniew Rybczynski di passaggio a Invideo 2008 e Joe Davis

Siete ormai tantissimi a leggere la rivista, e colgo quindi l’occasione della fine dell’anno per ringraziare tutti del supporto e della fiducia continui. Per un progetto indipendente come Digicult, la speranza è quella di migliorare ed evolvere costantemente grazie alla partecipazione di tutti gli autori coinvolti nel Network, alla luce dei cambiamenti costanti di quel mondo che tanto ci affascina a cavallo tra arte, scienza, design, tecnologia e società. Invitando tutti coloro che se la sentono a condividere con noi il progetto Digicult, vi auguriamo buona lettura, da parte di tutta la redazione…

Marco Mancuso – Direttore

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“Spesso le informazioni non sono usabili in modo scientifico, ma sono usabili in modo più sensoriale. Quello che capiamo ascoltando i suoni, non possiamo capirlo osservando le onde sonore o passando queste informazioni ai computer. Storicamente negli anni Cinquanta, prima dei computers, i radio astronomi lavoravano come ascoltatori professionisti: sedevano in una stanza, con un radio telescopio di fianco, con degli amplificatori, e ascoltavano i segnali monitorando ogni cambiamento del suono che proveniva per esempio da Giove. Quando arrivarono i computers, ci fu sempre meno bisogno di loro e così noi tutti perdemmo un importante processo di ascolto profondo: la mia idea con la mia ricerca, è di tornare indietro a questo ascolto profondo. Faccio lo stesso con il pubblico quando suono come Radioqualia”.

Honor Harger – Radioqualia
da “I suoni celestiali di Honor Harger” di Marco Mancuso

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INTERVIEWS:

- HONOR HARGER – leggi l’articolo – di Marco Mancuso
– ANDY MIAH – leggi l’articolo – di Stefano Raimondi
- JEFF JURIS – leggi l’articolo – di Geert Lovink
- RINUS VAN ALEBEEK – leggi l’articolo – di Valeria Merlini
- CHIARA PASSA – leggi l’articolo – di Silvia Scaravaggi
- SANDRA LISCHI / INVIDEO – leggi l’articolo – di Giulia Simi
- ROBERT THOMAS – leggi l’articolo – di Giulia Baldi

REPORTS:

- ART TECH MEDIA – leggi l’articolo – di Barbara Sansone
- CIMATICS 2008 – leggi l’articolo – di Lucrezia Cippitelli
- CORY ARCANGEL: ADULT CONTEMPORARY – leggi l’articolo – di Monica Ponzini

FEATURING:

- JOE DAVIS – leggi l’articolo – di Loretta Borrelli
- ZBIGNIEW RYBCZYNSKI – leggi l’articolo – di Francesco Bertocco
- SONIA BRUNELLI – leggi l’articolo – di Massimo Schiavoni

THEMES:

- HYBRID DESIGN – leggi l’articolo – di Carla Langella
- ETNOGRAFIA VIRTUALE – leggi l’articolo – di Donata Marletta
- OPEN SOURCE METAVERSO – leggi l’articolo – di Davide Anni
- PURE DATA – leggi l’articolo – di Otherehto
- POSTFORDISMO E SPAZI URBANI – leggi l’articolo – di Luigi Ghezzi

COVER:

- Marco Mancuso – Berlin

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DIGIMAG e’ un magazine elettronico con pubblicazione mensile sui temi della cultura elettronica e delle arti digitali, distribuito mediante protocollo Http 4.01. DIGIMAG e’ un e-mag con lo scopo preciso di informare e approfondire tutte le tematiche relative al mondo della cultura, delle arti e delle tecnologie elettroniche, mettendo in evidenza le differenti realta’ esistenti e le sinergie che tra esse si creano.

Argomenti di approfondimento del magazine sono: Net Art, Hack Art, Software Art, Video Art, Elettronica, Audio Video, Performing Art, Intelligenza Artificiale, Design, NewMedia

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//REDAZIONE:

- Marco Mancuso – direttore

- Luca Restifo – consulenza tecnica

- Riccardo Vescovo e Gianluca Ferrari – graphic design

- Silvia Scaravaggi – editing

– Claudia D’Alonzo – ufficio stampa

- Giuseppe Cordaro – podcast

- Giulia Simi – ass.culturale e fundraising

- Mauro Minnone e Luigi Ghezzi – web 2.0 strategies

//AUTORI:

Luigi Pagliarini, Tatiana Bazzichelli, Bertram Niessen, Teresa De Feo, Luigi Ghezzi, Giulia Baldi, Domenico Quaranta, Lorenzo Tripodi, Massimo Schiavoni, Monica Ponzini, Valentina Tanni, Annamaria Monteverdi, Motor, Isabella Depanis, Tiziana Gemin, Fabio Franchino, Lucrezia Cippitelli, Silvia Bianchi, Francesca Valsecchi, Claudia D’Alonzo, Barbara Sansone, Alessandro Massobrio, Giulia Simi, Silvia Scaravaggi, Maresa Lippolis, Alessio Galbiati, Alessio Chierico, Giuseppe Cordaro, Antonio Caronia, Clemente Pestelli, Davide Anni, Donata Marletta, Valeria Merlini, Stefano Raimondi, Carla Langella, Stefano Bertocco
DIGINEWS N_79
04.12.08_2.00pm

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FABRICA MEETS BRUCE STERLING

The U.S. futurologist’s seminar explores the relationship between generative art and design

Treviso, November 2008. Fabrica, Benetton’s communication research centre, hosts on 25-28 November a workshop held by futurologist and author Bruce Sterling, one of the founders and leading promulgators of cyberpunk sci-fi.

The Sterling workshop theme takes its cue from the concept of generative art, i.e. a process which develops with a certain degree of autonomy to produce a work of art or design.
When generative art is computer-based, windows are opened onto otherwise unimaginable fields of human creativity. The computer becomes a vehicle for exploring new territories and boosting our understanding of creativity as an inseparable synthesis of art and science.

In this perspective, Sterling’s seminar, entitled “Generative Art and Design: Critical Assessments”, starts off from the statement of fact that it is becoming increasingly easy nowadays to create a software that generates fonts, pictures, videos, music and even furniture.
The provocative question to which Sterling and Fabrica’s young people will try to provide an answer is whether these products have any value or whether they are just rubbish, i.e. the meaningless results of a mechanical process. And moreover, how important is the designer’s creativity, i.e. what is the relationship between a generative software creation process – defined by an inevitable human component – and the results which that software generates completely autonomously?

Il workshop sarà arricchito inoltre dal contributo di Marco Mancuso, che, oltre ad essere critico e curatore d’arte, è fondatore e direttore del progetto DigiCult. Mancuso,

The workshop will also be enriched by a contribution from Marco Mancuso, who is a critic, art curator and the founder and director of DigiCult. Mancuso will attend the presentation of the workshop’s results and offer his comments as a conclusion to the proceedings.

The workshop programme is an integral part of Fabrica’s long-held tradition of intercultural creativity and sensitivity to social and environmental issues. Workshops have over the past few months been run by Cameron Sinclair, founder of Architecture for Humanity and the World Economic Forum’s Young Global Leader for 2008; and Kevin Slavin, founder of the award-winning New York media and game design firm, Area/Code.

Bruce Sterling was born in Texas in 1954. He debuted on the international scene with sci-fi stories, thus helping to establish the cyberpunk movement. His writings include short stories, literary reviews, editorials, and articles published in leading publications like Wired and MAKE. He is considered one of today’s leading design futurologists.

More info:

Fabrica Press Office: +39 0422 516349
www.fabrica.it/workshops

Digicult November NewsLetter

http://www.digicult.it/digimag

E’ online la nuova Issue di Novembre di DigiMag, mensile online di cultura elettronica e arti digitali del progetto Digicult. Come sempre di di interviste e approfondimenti dal mondo dell’arte e della cultura digitale nazionale e internazionale. Molte e ancor più prestigiose del solito le interviste che abbiamo l’onore di ospitare questo mese:Peter Weibel, etoy, Ubermorgen.com, Carsten Stabenow, Nina Colosi, Jonathan Harris, Daniel Gonzales, Malastrada, Sotterraneo Emerso.

Come sempre moltissimi i report di eventi, festival, rassegne da tutto il mondo: da Art Futura a Almost Cinema, dal Foodpower al Bioneers, dal Trondheim Matchmaking al Tina b. per arrivare al Premio Internazionale della Performance. Infine, come ogni numero, i consueti approfondimenti teorici e riflessioni critiche, come il pezzo Oltre i confini del corpo e la recensione del libro “Vjam Theory”

Buona lettura, da parte di tutta la redazione…

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“Penso sia un bene capire ed immedesimarsi con le cose nella propria vita. Se i computer rappresentano una grossa parte della nostra vita, sarebbe una buona idea provare a vedere le cose dal loro punto di vista. Ma mi aspetto (e spero) che ci sarà un allontanamento dalla tecnologia nei prossimi anni, la gente si stancherà di scambiare la profondità per l’ampiezza di queste relazioni tecnologiche sempre più veloci e superficiali. Oppure la tecnologia dovrà migliorare nell’accrescere, piuttosto che diminuire, il senso di individualità delle persone. Questo potrebbe funzionare altrettanto” – Jonathan Harris

da “Jonathan Harris: sentimenti e software art” di Monica Ponzini

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INTERVIEWS:

- PETER WEIBEL – leggi l’articolo – di Stefano Raimondi
– ETOY – leggi l’articolo – di Maresa Lippolis
- UBERMORGEN.COM – leggi l’articolo – di Domenico Quaranta
- CARSTEN STABENOW – leggi l’articolo – di Marco Mancuso
- NINA COLOSI – leggi l’articolo – di Giulia Simi
- JONATHAN HARRIS – leggi l’articolo – di Monica Ponzini
- DANIEL GONZALES – leggi l’articolo – di Silvia Bianchi
- MALASTRADA – leggi l’articolo – di Davide Anni
- SOTTERRANEO EMERSO – leggi l’articolo – di Massimo Schiavoni

REPORTS:

- ART FUTURA – leggi l’articolo – di Barbara Sansone
- TRONDHEIM MATCHMAKING – leggi l’articolo – di Teresa De Feo
- ALMOST CINEMA – leggi l’articolo – di Lucrezia Cippitelli
- FOODPOWER – leggi l’articolo – di Loretta Borrelli
- TINA B. – leggi l’articolo – di Silvia Scaravaggi
- BIONEERS – leggi l’articolo – di Luigi Ghezzi
- PREMIO INTERNAZIONALE PERFORMANCE – leggi l’articolo – di Raffaella Bordini

THEMES:

- OLTRE I CONFINI DEL CORPO – leggi l’articolo – di Otherehto
- VJAM THEORY – leggi l’articolo – di Robin Mackay

COVER:

- Marco Mancuso – Berlin

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DIGIMAG e’ un magazine elettronico con pubblicazione mensile sui temi della cultura elettronica e delle arti digitali, distribuito mediante protocollo Http 4.01. DIGIMAG e’ un e-mag con lo scopo preciso di informare e approfondire tutte le tematiche relative al mondo della cultura, delle arti e delle tecnologie elettroniche, mettendo in evidenza le differenti realta’ esistenti e le sinergie che tra esse si creano.

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- Marco Mancuso – direttore

- Luca Restifo – consulenza tecnica

- Riccardo Vescovo e Gianluca Ferrari – graphic design

- Silvia Scaravaggi – editing

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//AUTORI:

Luigi Pagliarini, Tatiana Bazzichelli, Bertram Niessen, Teresa De Feo, Luigi Ghezzi, Giulia Baldi, Domenico Quaranta, Lorenzo Tripodi, Massimo Schiavoni, Monica Ponzini, Domenico Sciajno, Valentina Tanni, Annamaria Monteverdi, Motor, Isabella Depanis, Tiziana Gemin, Fabio Franchino, Lucrezia Cippitelli, Silvia Bianchi, Francesca Valsecchi, Claudia D’Alonzo, Barbara Sansone, Sara Tirelli, Laura Colini, Alessandro Massobrio, Eleonora Oreggia, Giulia Simi, Silvia Scaravaggi, Maresa Lippolis, Francesco d’Orazio, Alessio Galbiati, Claudia Moriniello, Giuseppe Cordaro, Antonio Caronia, Clemente Pestelli, Davide Anni, Donata Marletta, Valeria Merlini, Stefano Raimondi, Otherehto, Loretta Borrelli

//TRADUZIONI:

Virginia Cavalletti, Francesca Magnaghi, Ornella Pesenti, Chiara Resmini

DIGINEWS N_77
03.11.08_2.00pm

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NEW MEDIA
ART TECH MEDIA – Cordoba – 26-28 Novembre 2008
Art Tech Media è un’organizzazione culturale non-profit, il cui scopo finale è quello di creare, organizzare, promuovere diversi eventi per lo sviluppo della Arte e Cultura Digitale

http://www.artecontemporaneamodernaroma.it/ NEW MEDIA MARKET
ROMAMODERNACONTEMPORANEA – Roma – 3-5 Aprile 2009
L’anno scorso si è tenuta la prima edizione della fiera d’arte contemporanea di Roma. Nel 2009 la promessa di una prima apertura verso il mondo delle gallerie che si occupano di arte digitale

http://www.signal-festival.org AUDIOVIDEO
SIGNAL FESTIVAL – Cagliari – 07-15/11/08
Signal è un festival internazionale che miscela performance, sound art, video e concerti. Un progetto che riesce a coniugare riferimenti musicali di rigoroso valore storico ad esperienze di ricerca PODCAST:

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