DIGICULT_DIGIMAG 54 / MAGGIO 2010_ONLINE

http://www.digicult.it/digimag

EDITORIALE:

E’ online la nuova Issue di Maggio di DigiMag, mensile online di arte e cultura digitale del progetto Digicult.

Un altro numero, questo di Maggio, che testimonia la capacità di Digicult e del suo Network di autori (allargatosi a quasi 50 protagonisti, italiani e stranieri, tra critici, curatori, giornalisti e teorici) di rimanere fedele alla contemporaneità dell’arte, del design e della tecnologia che caratterizza in modo complesso la società che ci circonda, nel rapporto costante e sempre più interconnesso tra creatività, criticità, innovazione e nuove forme di economia.

Ciò che colpisce anche me, dopo oltre cinque anni di attività su Digicult, è non solo la capacità del progetto e della rivista di reinventarsi numero dopo numero, ma soprattutto la convergenza spontanea degli argomenti trattati che sembra seguire un tracciato comune in maniera rizomatica e casuale, ma che forse è il caso di iniziare a definire per quello che è: non più una risultante spontanea di interessi condivisi, quanto piuttosto il frutto di una convergenza di argomenti, interessi, analisi e critica che coinvolge persone differenti in tutto il mondo, provenienti da background diversi e con vari e molteplici interessi artistici e professionali.Uno specchio quindi, di una nuova società in evoluzione.

Si tratta chiaramente di individuare un meta-discorso che sovrasti i singoli capitoli del magazine, in altri termini di immergersi nella lettura completa della rivista per individuare quei sottili legami e quelle linee di confine che accomunano alcuni articoli in maniera evidente.

Se quindi il numero di Maggio è sovrastato dalla figura di Lev Manovich e dalla bella intervista fatta da Giulia Simi in occasione della presentazione Italiana del suo nuovo libro “Software Culture”, non possiamo esimerci dal notare una convergenza di argomenti da un lato con l’intervista di Serena Cangiano ad Aaron Koblin e alle tematiche di ricerca sul codice open source utile per i processi di Data Visualization, dall’altro con l’intervista di Bertram Niessen a Massimo Menichelli e al suo progetto OpenP2PDesign che disegna invece uno scenario completo ed esaustivo dei software e delle piattaforme online che sottendono nuove forme di social networks, legati maggiormente allo sviluppo di possibili forme di creatività ed economia condivisa in Rete.

Rete che si presenta come elemento costante di ricerca e condivisione di idee, progetti e contenuti, come testimoniano le belle interviste di Claudio Musso a Evan Roth e al suo progetto Graffiti Taxonomy, così come il report della personale Londinese di Annie Abrahams e come ancora la lunga chiacchierata di Loretta Borrelli con i protagonisti del progetto Squatting Supermarket. Fino ad arrivare all’incredibile progetto di architettura condivisa di Usman Haque, un softspace partecipato di cui ci parlano Barbara Sansone e Jordi Salvadò da Barcellona.

E ancora, i più attenti di voi avranno notato, da tempo ormai, la crescente dicotomia tra un utilizzo quasi elitario delle nuove tecnologie software e hardware e il ri-uso altrettanto mistico delle vecchie tecnologie analogiche: come non rimanere affascinati quindi dal contrasto (nonchè dai tratti comuni) che si evidenzia tra il lavoro con tecnologia Gigapan di James Johnson-Perkins, intervistato da Silvia Casini, il documentario “Il Volo” di Wim Wenders sviluppato in steroscopia dall’italianissima Liliwood, come suggerisce Marco Riciputi, i lavori esposti nella grande mostra Digital Life di Roma seguita per noi da Lucrezia Cippitelli, e la bellissima personale sul gruppoKORF e Manuel Bozzo presentata da Annamaria Monteverdi nonchè il lavoro dell’artista cinese Jaocong Jan intervistato da Mattia Casalegno?

Certo, siccome soffro di onestà intellettuale, non riesco in questo mio editoriale a fingere di trovare un possibile punto di contatto con gli ultimi due articoli presenti in questo numero: l’intervista di Simone Broglia a Silvia Bencivelli sul rapporto tra suono e neuroscience, nonchè l’approfondimento storico/critico sulla scultura sonora di Pasquale Napolitano.

Però, anche questo è il compito di una rivista come Digimag; suggerire cioè una chiave di lettura ma lasciare al contempo quanti più margini di interpretazione possibili. E di rimanere sempre in ascolto di eventuali suggerimenti da parte vostra. Buona lettura…

Marco Mancuso

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“…L‚arte ha perso già dagli anni Ottanta i suoi tratti distintivi rispetto ai media commerciali, i quali hanno adottato l‚animazione astratta, l‚installazione e altre tecniche e strategie prendendole proprio dall‚arte moderna e contemporanea. In ogni caso, il nuovo processo è cominciato negli anni Novanta, quando gli artisti dei paesi globalizzati emergenti hanno compiuto velocemente il passaggio da forme d’arte tradizionali a un linguaggio iper-contemporaneo. Questa espansione dell‚universo artistico non ha però portato risultati di crescita in termini di qualità. Oggi vediamo molte opere d‚arte sicuramente interessanti e divertenti, ma niente è innovativo allo stesso modo in cui lo sono per esempio i laboratori di Google. Non è difficile capire perché. L‚arte utilizza infatti le stesse strategie e gli stessi assunti di trent‚anni fa. Installazioni site specific, video, strategie concettuali, ironia, critica sociale e certamente della buona pittura e della buona fotografia. Ma questo esiste già da un bel po‚. Ovvio che l‚arte contemporanea andrà avanti, aumenteranno le Biennali e verranno aperti altri musei. Ed è proprio grazie a questa grande quantità di produzione che qualche volta troviamo anche ottimi lavori, lavori che riescono ad emozionarci e a conquistarci. Qualche volta… ?”

Lev Manovich, da “Lev Manovich: Software Culture. La grammatica comune dei media” – di Giulia Simi

ARTICOLI:

- LEV MANOVICH: SOFTWARE CULTURE – leggi l’articolo – di Giulia Simi

– EVAN ROTH: GRAFFITI TAXONOMY – leggi l’articolo – di Claudio Musso

- USMAN HAQUE: SOFTSPACE- leggi l’articolo – di B.Sansone J.Salvadò

- AARON KOBLIN: DATA VISUALIZATION – leggi l’articolo – di Serena Cangiano

- JAMES JOHNSON-PERKINS: GIGAPAN – leggi l’articolo – di Silvia Casini

- MASSIMO MENICHELLI: OPENP2PDESIGN – leggi l’articolo – di Bertram Niessen

- JAOCONG YAN: L’ARTE DI RUBARE L’ARTE – leggi l’articolo – di Mattia Casalegno

- SILVIA BENCIVELLI: SUONO E NEUROSCIENZE – leggi l’articolo – di S. Broglia

- LA SCULTURA SONORA: UN COMPENDIO – leggi l’articolo – di P. Napolitano

- SQUATTING SUPERMARKET: SHOPTIVISM – leggi l’articolo – di Loretta Borrelli

- DIGITAL LIFE: LA MOSTRA – leggi l’articolo – di Lucrezia Cippitelli

- ANNIE ABRAHAMS: LA PERSONALE – leggi l’articolo – di Maria Chatzichristodoulou

- ARTE AVANZATA: MANUEL BOZZO – leggi l’articolo – di Annamaria Monteverdi

- LILIWOOD: LE TELECAMERE 3D – leggi l’articolo – di Marco Riciputi

COVER:

- SOFTWARE STUDIES INITIATIVE – Frames taken every 6 seconds from the sequence of gameplay sessions. This image rapresent 62.5 hours of gameplay

ALLEGATO/APPROFONDIMENTO:

- LUCREZIA CIPPITELLI – Il caso Dominguez e la libertà dell’arte http://www.digicult.it/digimag/allegato.asp

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DIGICULT è una piattaforma culturale Italiana online e offline, che si occupa dell’impatto delle nuove tecnologie e delle scienze moderne sull’arte, il design, la cultura e la società contemporanea. DIGICULT si basa sulla partecipazione di oltre 40 professionisti che rappresentano il primo ampio Network Italiano di critici, giornalisti, curatori e artisti nel settore. DIGICULT pubblica la rivista d’arte mensile DIGIMAG, che si occupa di alcune tematiche come: internet art, hacktivism, video arte, musica elettronica, audiovideo, design, arte e scienza, new media, software art e arti performative

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DIREZIONE E COMITATO DIRETTIVO:

Marco Mancuso (Direttore progetto Digicult e docente Nuova Accademia Belle Arti / Naba di Milano) ; Claudia D’Alonzo (Dottorato Internazionale di Studi Audiovisivi, Università di Udine) ; Bertram Niessen (Assegnista presso la Facoltà di Sociologia dell’Università Statale Milano – Bicocca); Lucrezia Cippitelli (Phd presso la Facoltà Sapienza di Roma e docente Accademia Belle Arti dell’Aquila)

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REDAZIONE E TRADUZIONI:

Luca Restifo (Consulenza Tecnica) ; Claudia D’Alonzo (Ufficio Stampa) ; Martina Bartalini (Web Editing) ; Giulia Baldi (Twitter Facebook Editing) ; Giuseppe Cordaro ( Podcast Editing) ; Riccardo Vescovo (Graphic Design) ; Luigi Ghezzi (Web 2.0 Marketing) ; Laurea Magistrale in Traduzione Specialistica, Università IULM di Milano (Traduzione portale) ; Francesca Lattanzi – Emanuela Cassol – Sara Cavagna – Henriette Vittadini (Traduzione Magazine)
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COMITATO CONSULTIVO:

A presto verrà ufficializzato l’advisory board internazionale di Digimag…